Il Sabor, l’Assemblea della Comunità islamica di Bosnia-Erzegovina, ha confermato le candidature di tre autorevoli esponenti religiosi alla carica di 14° reisul-ulema, la massima autorità della Comunità. L’elezione si terrà il 10 ottobre 2026, mediante voto segreto.
I candidati sono Salem ef. Dedović, muftì di Mostar; Nedžad ef. Grabus, muftì di Sarajevo; e hafiz Mensur ef. Malkić, direttore dell’Amministrazione per gli Affari religiosi presso il Rijaset.
Le candidature sono state approvate durante la sessione del Sabor, tenutasi il 5 settembre a Sarajevo. Nel corso dell’incontro, i tre candidati hanno presentato anche le linee principali dei rispettivi programmi per il futuro della Comunità islamica.
Il muftì di Mostar, Salem ef. Dedović, ha descritto l’incarico di reisul-ulema come un servizio alla Comunità islamica, alla fede e al popolo. Il suo programma si concentra sul rafforzamento delle istituzioni, sulla vitalità delle comunità locali, sull’autonomia decisionale, sulla gestione responsabile dei beni waqf e sull’attenzione verso i fedeli.
Il muftì di Sarajevo, Nedžad ef. Grabus, ha sottolineato che la Comunità islamica non deve essere legata a una sola regione o a un determinato gruppo. Ha inoltre richiamato la necessità di preservarne l’autonomia e di sviluppare nuovi programmi per la diaspora, in particolare per le giovani generazioni che rischiano di perdere la lingua e il legame con la propria identità religiosa e culturale.
Hafiz Mensur ef. Malkić ha definito la candidatura un onore accompagnato da una responsabilità ancora maggiore. Secondo Malkić, la Comunità islamica è un’istituzione stabile, ma deve diventare più aperta, trasparente e inclusiva, rafforzando la comunicazione e la fiducia tra le sue diverse strutture.
Il reisul-ulema uscente, Husein ef. Kavazović, ha invitato i candidati, i membri della Comunità islamica e l’opinione pubblica a preservare la dignità del processo elettorale. Ha messo in guardia dalle campagne negative sui media e sui social network, dalle divisioni regionali e dai tentativi di influenza provenienti da centri esterni alla Comunità islamica.
Kavazović ha ricordato che questo incarico deve essere considerato anzitutto una responsabilità e un amanah, un mandato affidato, e non un privilegio. Ha inoltre osservato che, negli ultimi 140 anni, soltanto 13 persone hanno ricoperto la carica di reisul-ulema e che il modo in cui si svolgerà l’elezione è importante quanto il suo risultato.
Il nuovo reisul-ulema sarà scelto da un collegio elettorale composto dai membri del Sabor, dagli imam principali, dai presidenti dei consigli territoriali (medžlis) e dai direttori delle istituzioni della Comunità islamica.
L’elezione riguarda anche le numerose comunità e istituzioni bosniache presenti nei Balcani e nella diaspora. Il nuovo responsabile succederà a Husein ef. Kavazović, alla guida della Comunità islamica di Bosnia-Erzegovina dal 2012. / Ponti Mediterranei
