Secondo un'analisi recente realizzata da Islamicity Indices, un indice creato per misurare quanto i governi dei paesi seguano i principi islamici stabiliti nel Corano, la Nuova Zelanda è stata classificata come il paese che segue più da vicino questi principi, nonostante solo l'1% della sua popolazione sia musulmana e non ci sia una religione ufficiale.
Cosa misura Islamicity Indices?
L'indice analizza quattro aree principali:
1. Economia: Comprende sistemi finanziari senza interessi e uguaglianza economica.
2. Legge e governance: Si concentra sullo stato di diritto, la trasparenza e la giustizia.
3. Diritti umani e politici: Comprende la libertà di espressione, l'uguaglianza e i diritti umani.
4. Relazioni internazionali: Come interagiscono i paesi con la comunità globale.
Ciascuna delle prime tre aree ha un peso del 30%, mentre le relazioni internazionali hanno un peso del 10%.
Performance dei paesi musulmani e non musulmani
Nella classifica finale:
• Nuova Zelanda si posiziona in cima grazie alle sue leggi rigorose contro la corruzione e alle misure per ridurre la povertà.
• Emirati Arabi Uniti sono il paese musulmano più alto in classifica, al 45° posto.
• USA si collocano al 23° posto.
• Yemen, un paese in cui l'Islam è la religione di stato, si posiziona all'ultimo posto.
Secondo Hossein Askari, creatore dell'indice e noto economista, molti paesi musulmani performano male a causa della corruzione, della mancanza di giustizia sociale e delle violazioni dei diritti umani. Sottolinea che il Corano enfatizza l'eliminazione della povertà e la giustizia sociale, ma molti paesi non applicano questi principi.
Perché la Nuova Zelanda?
La Nuova Zelanda si distingue per la cooperazione sociale e l'empatia, che sono in linea con i valori islamici. Dopo il tragico attacco alle moschee di Christchurch nel 2019, il paese si è unito per sostenere la comunità musulmana, dimostrando solidarietà e rispetto per la diversità.
Critiche e dibattito
Alcuni critici considerano l'indice parziale verso valori progressisti occidentali e sottolineano che l'interpretazione dell'Islam varia tra i paesi. Ad esempio, paesi come la Tunisia e l'Indonesia, sebbene abbiano fatto progressi, affrontano ancora sfide come la corruzione e la mancanza di diritti umani.
Obiettivo dell'indice
Askari sottolinea che questo indice è uno strumento per aiutare i paesi musulmani a identificare le proprie debolezze e a riformarsi in linea con i principi del Corano. Considera questo progetto come il suo contributo al mondo islamico, promuovendo riforme pacifiche e cambiamenti sostenibili.
Conclusione
Lo studio evidenzia l'importanza della giustizia, dell'uguaglianza e della trasparenza, che sono fondamentali per gli insegnamenti islamici e possono essere applicati con successo anche in paesi non musulmani, come la Nuova Zelanda. Questo caso dimostra che i valori islamici non sono limitati dalla religione, ma possono includere tutte le società che abbracciano l'etica e la giustizia sociale. / preparato da: bota-islame.com
