In condizioni normali, tra tempi e momenti diversi non esiste alcuna distinzione o priorità. Tuttavia, alcuni periodi acquisiscono valore poiché diventano palcoscenico di eventi significativi. Nonostante questi periodi siano sostenuti da diverse cause, rappresentano comunque occasioni di valore che hanno una funzione comune nel rinnovamento morale e spirituale dell'individuo. Non bisogna pensare che un determinato evento appartenga solo al giorno in cui è accaduto per la prima volta, mentre, successivamente, il giorno in questione non rimane nulla da menzionare. Anche se l'evento non si ripete, i valori e la bellezza che esso porta riemergono e assumono una nuova dimensione in quel giorno specifico del calendario.
Così è anche il giorno dell'Ashura, che coincide con una serie di eventi significativi nella storia dell'umanità. A questo proposito, l'imam Gazali afferma: “Per l'importanza di questo giorno ci sono giunte molte informazioni. Secondo queste, in questo giorno è stata accettata la penitenza di Hz. Adamo, è stata fermata sul monte Xhud l'arca di Hz. Nuh, è nato e uscito dalle fiamme senza bruciarsi Hz. Ibrahim, è stato guarito dalla lunga malattia Hz. Ejubi, è stato salvato dalla pancia del pesce Hz. Junusi, è salito al cielo Hz. Isai. Inoltre, in questo giorno è caduto martire nella terra di Kerbela il caro nipote del profeta, Husayn r.a.”[1].
La parola “ashura” proviene dall'arabo e deriva dalla radice “ashr”, che in arabo significa dieci. L'Ashura è il decimo giorno del mese di Muharram, secondo il calendario lunare. Secondo una trasmissione di Abdullah bin Abas, quando il profeta Muhammad a.s. arrivò a Medina, notò che gli ebrei osservavano il digiuno nel giorno dell'Ashura e chiese il motivo. Essi risposero: “Questo è un giorno grande. In questo giorno Allah ha salvato Mosè e il suo popolo dalla violenza del Faraone. Come ringraziamento per questo, il profeta Mosè ha digiunato. Anche noi, per rispetto, digiuniamo”. Il messaggero di Allah a.s. disse: “Noi lo onoriamo molto più di voi il profeta Mosè a.s.”. Mantenendo anche lui il digiuno, ordinò al suo popolo di digiunare nel giorno dell'Ashura[2].
Dopo che il digiuno del Ramadan divenne obbligatorio, Hz. Muhammad a.s. presentò un altro concetto su questo tema dicendo: “Senza dubbio l'Ashura è uno dei giorni di Allah. Chi desidera digiunare lo faccia e chi non desidera, non lo faccia”[3]. Il digiuno dell'Ashura è sunnah, ma il nostro onorato Profeta ci consiglia che insieme al decimo giorno di Muharram, si digiuni anche il nono o l'undicesimo, oppure tutti e tre senza interruzione. Il messaggero di Allah a.s. in una sua affermazione dice: “Distinguiti dalla tradizione degli ebrei, digiunando un giorno prima o il giorno successivo all'Ashura”[4], mentre nell'ultimo anno della sua vita si dice sia stato espresso: “Se vivrò anche l'anno prossimo, digunerò il nono e il decimo giorno”[5].
Katade riporta che i compagni hanno chiesto al Profeta a.s. riguardo al digiuno dell'Ashura e lui ha risposto: “Il digiuno del giorno dell'Ashura espia i peccati dell'anno passato”[6]. Mentre Jabir riporta che il messaggero di Allah ha detto: “Chi è generoso con se stesso e con la sua famiglia nel giorno dell'Ashura, Allah sarà generoso con lui per tutto l'anno”[7].
Gli studiosi hanno menzionato il digiuno del giorno dell'Ashura in tre modi:
1- Digiuno di tre giorni, il 9, 10 e 11 del mese di Muharram.
2- Digiuno nei giorni 9 e 10 di questo mese.
3- Digiuno solo nel giorno 10 del mese di Muharram.
L'Ashura è davvero un'opportunità preziosa per i credenti musulmani, per espiare i peccati e fare passi significativi verso il miglioramento. È un'opportunità preziosa per l'uomo, poiché trova l'occasione per pregare e per ricordare Dio, per misericordia e pace per il Profeta, riflettendo sulle proprie mancanze e errori, e pentendosi dei peccati che hanno turbato la sua serenità spirituale.
Prendendo come spunto questo giorno sacro, ricordiamo anche una volta il vicino e il familiare, freniamo il nostro ego digiunando, riconciliamoci con chi non parliamo e ricordiamo il motto islamico: “Tutti i musulmani sono fratelli”.
Da Dorian Demetja
1]. Imam Gazali, Mukashefetu’l-Kulub.
[2]. Muslim.
[3]. Buhari, Muslim.
[4]. Buhari.
[5]. Muslim, Ebu Daud.
[6]. Muslim.
[7]. Bejhaki.
