Che profondità può avere la misericordia del nostro amato Profeta, la pace sia su di lui, che, sebbene i suoi parenti fossero fuggiti e lo avessero lasciato lì, decise di seppellire anche i morti che erano dalla parte dei Quraysh. Anzi, avrebbe partecipato anche lui a tutto questo. Fu lui a dare l'ordine di seppellire quei ventiquattro uomini che erano morti tra i Quraysh.
Mentre cercava di seppellire Utbe bin Rebian, guardava con tristezza suo figlio, Abu Hudhejfa, e il suo cuore si spezzava, mentre osservava la tempesta che lo tormentava dentro. Abu Hudhejfa era afflitto, il colore del suo volto era completamente svanito. A quanto pare, era molto addolorato perché suo padre era partito da questo mondo senza conoscere la bellezza della fede. Uno di quelli presenti si avvicinò a lui e cominciò a accarezzargli i capelli con pietà.
- Mi sembra che tu sia molto addolorato, dato che tuo padre non ha creduto mentre era in vita, - gli disse.
- No... - rispose Abu Hudhejfa, - non mi addolora affatto che sia morto, e lo vedo qui disteso senza vita, davanti ai miei occhi; ciò che mi addolora di più è che mio padre avesse un'anima gentile, era saggio e virtuoso, e non doveva andarsene in questo modo. La sua natura mi dava speranza che un giorno potesse cambiare, anzi, ogni notte mi svegliavo con queste speranze, e con queste speranze mi alzavo. Ora che vedo questa scena, mi piange il cuore, - e a quel punto cadde in ginocchio.
Era davvero molto doloroso, e per consolarlo il Messaggero di Allah (s.a.s.) alzò le mani e cominciò a pregare Allah, per alleviare almeno un po' il dolore opprimente che aveva colpito il cuore di Abu Hudhejfa.
Anche il nemico giurato, che non passava momento senza vomitare veleno contro di Lui, Abu Jahl, lo seppellì con le proprie mani.
Ormai tutto era più chiaro, e sebbene fossero pochi in numero, i musulmani avevano ottenuto una vittoria legittima nella battaglia di Badr. In effetti, c'erano ancora difficoltà, poiché tutta questa vittoria poteva portare a perdere il filo e cadere più facilmente in errori. Perché, le persone potevano legare la vittoria agli uomini, e nel modo peggiore, a se stesse. Perciò venne anche Gabriele (a.s.), per non lasciarli cadere in errore.
- In effetti, non siete stati voi a ucciderli, ma Allah; e quelle che tenevate in mano e lanciavate, non eravate voi, ma Allah, che le lanciava. Ha fatto tutto questo per mettervi alla prova! Perché Egli è il Semi’, Colui che ascolta tutto, quindi è a conoscenza di tutto. È Alim, che avvolge tutti noi con la Sua conoscenza!
