In uno sviluppo che ha scosso i cuori di molti musulmani in tutto il mondo, l'Arabia Saudita ha annunciato che a partire dal 2026, sarà consentita la vendita e il consumo di alcol in 600 luoghi specifici in tutto il paese. Questa decisione rappresenta un cambiamento storico nella politica statale, infrangendo una tradizione decennale di divieto rigoroso dell'alcol, sostenuto dagli insegnamenti e dai principi chiari dell'Islam.
L'Arabia Saudita, essendo il paese che ospita i due luoghi più sacri dell'Islam – La Mecca e Medina – è sempre stata un simbolo della preservazione delle norme religiose, in particolare riguardo al chiaro divieto dell'alcol, come stabilito nel Corano e nella Sunna del Profeta Maometto (pace su di lui). Questo recente sviluppo, sebbene presentato come parte di una riforma economica e turistica sotto l'iniziativa Vision 2030, è visto da molti come un doloroso allontanamento dal mandato religioso e dalla responsabilità morale che questo paese ha nei confronti del mondo islamico.
I dettagli della nuova politica mostrano che l'alcol sarà consentito in resort turistici, zone diplomatiche e progetti di lusso come NEOM e l'isola di Sindalah.
Luoghi autorizzati: La vendita di alcol sarà consentita solo in ambienti controllati come hotel a cinque stelle, resort di lusso, zone diplomatiche e progetti turistici come Neom, l'isola di Sindalah e il Progetto del Mar Rosso.
Tipi di bevande: Saranno consentiti vino, birra e sidro. Le bevande con un contenuto alcolico superiore al 20% (come ad esempio i superalcolici) rimarranno vietate.
Restrizioni severe: L'alcol sarà vietato in spazi pubblici, negozi, case private e non sarà consentita la produzione o il consumo in casa. La vendita sarà effettuata solo da personale formato in ambienti autorizzati.
Obiettivo della riforma: Questa mossa mira ad attrarre più turisti internazionali e a competere con i paesi vicini come gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, dove la vendita di alcol nelle zone turistiche è già legale.
Durante la Coppa del Mondo FIFA 2034, il consumo di alcol sarà vietato negli stadi e nelle aree per i tifosi, rispettando le leggi e le norme culturali del paese.
Le bevande con basso contenuto alcolico saranno consentite, ma comunque, questa azione mina chiaramente il divieto categorico che l'Islam stabilisce per qualsiasi quantità di alcol:
“O credenti! Il vino, il gioco d'azzardo, gli idoli e le frecce per il sorteggio sono un'iniquità delle opere di Satana, quindi allontanatevi da esse affinché possiate prosperare.” (Corano, Al-Maida, 90)
Questa mossa dello stato saudita, sebbene motivata da intenti economici, ha suscitato profonde preoccupazioni tra studiosi, credenti e comunità islamiche che vedono in questa decisione non solo un declino morale, ma una frattura di uno degli ultimi baluardi del mondo islamico nella preservazione delle indicazioni sacre.
Con questo passo, l'Arabia Saudita rischia di perdere non solo la sua unica identità islamica, ma anche la fiducia di milioni di musulmani che hanno visto in questo paese un modello di sostegno alla legge di Allah e di impegno per la purificazione morale e spirituale della società.
Che Dio protegga l'Ummah dalle prove e dalle insidie di Satana che veste il male con il mantello del "progresso". Amen!
