Nel medesimo momento in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato ragione all'amministrazione di Donald Trump, stabilendo che esistono solo due generi biologici – maschile e femminile – nei documenti ufficiali, a Tirana si stanno sviluppando dibattiti contrari nello spirito delle politiche “pro-europee”, che mirano all'inclusione di nuove nozioni di genere nella legislazione albanese.
La storica decisione della Corte Suprema americana, presa il 7 novembre 2025, considera il genere come un fatto biologico immutabile e vieta la sua modifica nel passaporto o in altri documenti d'identità. Con questa decisione, gli Stati Uniti ripristinano la politica che riconosce solo il genere di nascita, eliminando l'opzione terza “X” che era stata introdotta durante l'amministrazione Biden.
Questo sviluppo è stato salutato come una vittoria della logica biologica e dei valori tradizionali dal campo conservatore americano. Secondo la Corte, “la rappresentazione del sesso dei titolari di passaporto secondo i dati di nascita non viola i principi di protezione dell'uguaglianza”, definendo la nuova politica come una “conferma della realtà naturale”.
In netto contrasto, in Albania, rappresentanti politici e organizzazioni della società civile stanno promuovendo l'inclusione dei termini “identità di genere” e “orientamento sessuale” nelle nuove leggi per l'uguaglianza e i diritti civili – un approccio che i critici considerano un tentativo di sminuire il concetto biologico di genere e di importare modelli culturali esteri che non si allineano con la realtà sociale locale.
Così, mentre l'America conservatrice torna alla biologia e al fatto naturale, l'Albania sembra muoversi in direzione opposta, tra la retorica “per l'integrazione europea” e i dibattiti accesi sulla preservazione dei valori tradizionali e religiosi nella società. / bota-islame.com
