Seid bin Musejibi riporta da Muadh ibn Xhebel r.a. che il Messaggero s.a.v.s. lo ha cercato per la preghiera del venerdì. Dopo aver pregato, Muadh si avvicinò e il Messaggero s.a.v.s. gli chiese: “Perché non ti vedo?”
Muadh rispose: “O Messaggero di Allah, ho un debito con un ebreo, perciò ho temuto che, se esco, mi fermerà e non potrò venire da te.”
Disse: “O Muadh, vuoi che ti insegni una supplica, grazie alla quale, se la reciti, Allah ti libererà dal debito, per quanto esso sia?”
Quando rispose di volerlo, disse: “Dopo aver recitato: ‘Di’: O Allah, Sovrano di ogni cosa, Tu dai il potere a chi vuoi, e lo togli a chi vuoi, esalti chi vuoi e umili chi vuoi. Ogni bene è solo nelle Tue mani, in verità, Tu hai potere su ogni cosa! Tu fai entrare la notte nel giorno e fai entrare il giorno nella notte, Tu fai uscire il vivo dal morto e il morto dal vivo e Tu benedici senza misura chi vuoi!’ (Ali Imran, 26-27), recita: ‘O Misericordioso di questo mondo e dell’aldilà, dai a chi vuoi e nega a chi vuoi. Abbi pietà di me con la misericordia con cui mi risparmierai dalla misericordia di chiunque altro.’
يارحمان النيا والآخرة تغطيهما من تشاء وتمنعهما من
تشاء إرحمن رحمة تغنيني بها عن رحمة من سيواك
Ja Rrahmaneddunja vel-ahireti tu’tihima men teshau ve temneuhuma men teshau irhamni rahmeten tugnini biha an rahmetin men sivake.
Si dice che per questa supplica, se il servitore si rivolge a Lui, verrebbe liberato dalla schiavitù./urtesi.al