Lavori edilizio su proprietà waqf accende tensioni tra le istituzioni
A Shkodër, i rapporti tra la Muftiyat e il Comune si è notevolmente inasprito dopo gli ultimi interventi su una proprietà waqf appartenente alla Comunità Musulmana d'Albania, Muftiyat Shkodër. Il conflitto ha assunto dimensioni pubbliche, riportando all'attenzione la questione della gestione delle proprietà religiose e del rispetto dell'autonomia delle comunità di fede.
Come è iniziato tutto
Fonti dalla Muftiyat Shkodër fanno sapere che il conflitto è iniziato dopo la reazione a una costruzione multifunzionale, simile alle torri comuni che stanno emergendo sempre di più in Albania, che sta sorgendo su una proprietà waqf della Comunità Musulmana d'Albania.
Secondo la Muftiyat, questa proprietà è oggetto di processi legali risalenti, in cui le parti interessate sono la Comunità Musulmana d'Albania, la Chiesa Ortodossa e la famiglia Laçej. Sebbene la proprietà non sia ancora stata risolta definitivamente, il Comune di Shkodër ha rilasciato permessi di costruzione, posizionandosi, secondo la Muftiyat, “a fianco dell'invasore della proprietà”.
Per questo motivo, la Comunità Musulmana d'Albania ha richiesto ufficialmente la sospensione dei lavori attraverso una misura cautelare in tribunale.
Nel tentativo di sensibilizzare l'opinione pubblica, la Muftiyat ha posizionato in una delle strade della città un lightbox con un'affermazione profetica, dove era scritto:
“Chi ruba ingiustamente anche solo un palmo di terra, nel Giorno del Giudizio Allah gli appenderà al collo sette palmi di terra.”
Questo atto, di carattere di sensibilizzazione, è stato seguito da un intervento della polizia municipale, che ha rimosso completamente il lightbox insieme alla scritta.
Dopo questo episodio, la Muftiyat Shkodër ha reagito allontanando i dipendenti del Comune dai lavori di riabilitazione che si stavano svolgendo nel cortile della Moschea Parrucë.
Ricordiamo che tra il Comune e la Muftiyat Shkodër esisteva un accordo preliminare, secondo il quale lo spazio intorno alla moschea, compresa la parte che in precedenza era utilizzata come parcheggio dalla Muftiyat, sarebbe stato trasformato in un'area ricreativa pubblica. In cambio, alla Muftiyat sarebbe stata ceduta l'ex sede delle tasse, adiacente al complesso in questione.
Dopo queste tensioni, la Muftiyat ha intrapreso un ulteriore passo di sensibilizzazione, posizionando un cartello con la stessa scritta all'interno del cortile della Moschea Ebu Bekir.
Intervento delle forze dell'ordine
Secondo fonti interne, in questo caso la polizia municipale ha rifiutato di intervenire, sostenendo di non avere il diritto legale di agire su proprietà privata.
Dopo questo rifiuto, il sindaco di Shkodër ha richiesto l'intervento della polizia di stato, il cui direttore si è mostrato disponibile ad agire.
Così, le forze dell'ordine sono intervenute sulla proprietà waqf, rimuovendo il banner, nonostante la resistenza dei dipendenti della Muftiyat Shkodër.
Questo atto è stato qualificato dalla Muftiyat come “atto di violenza contro la proprietà religiosa” e come un precedente preoccupante per i rapporti tra lo stato e le comunità religiose.
Ci auguriamo che la giustizia faccia il suo dovere, e certamente vale la pena sottolineare che il problema non risiede in un cartello o in un banner, ma nell'approccio istituzionale degli ufficiali nei confronti della proprietà privata e dei waqf.
Questo caso, secondo gli osservatori, solleva grandi interrogativi sulla gestione delle proprietà delle comunità religiose in Albania, così come sul rispetto della loro autonomia legale e morale.
In conclusione
Gli eventi a Shkodër non sono solo un incidente locale, ma uno specchio di un problema istituzionale più profondo: il modo in cui lo stato albanese interviene nelle proprietà religiose, spesso senza considerare la loro sensibilità storica e spirituale.
La questione rimane aperta e si prevede che i tribunali decidano sulla legittimità delle azioni, mentre l'opinione pubblica e le comunità religiose seguono con preoccupazione il conflitto che ha messo di fronte l'autorità locale e l'istituzione religiosa più grande nel nord del paese. / bota-islame.com
