Dopo settimane di accesi dibattiti nell'opinione pubblica, il governo si è ritirato dal progetto di legge sulla parità di genere, che includeva il termine “genere inclusivo” e prevedeva modifiche al concetto tradizionale di famiglia, sostituendo i termini “madre” e “padre” con “genitore 1” e “genitore 2”.
La decisione finale di non includere questa formulazione nella legge è stata accolta con gratitudine da molti cittadini e organizzazioni, ma il protagonista principale di questo processo è diventato il Consiglio Interreligioso dell'Albania (KNFSH), che ha reagito immediatamente dopo la pubblicazione dell'iniziativa.
La voce delle cinque religioni che è diventata una per i valori della famiglia
In qualità di rappresentante delle cinque comunità religiose del paese, musulmana, cattolica, ortodossa, bektashi e evangelica, il Consiglio Interreligioso dell'Albania è stato tra i primi a alzare la voce contro l'inclusione di termini che ledono la struttura tradizionale della famiglia albanese.
Attraverso un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale, il KNFSH ha espresso la sua chiara posizione a favore della protezione della dignità umana, dei valori morali e dell'ordine sociale che deriva dalla famiglia come fondamento della società.
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