I lavori di restauro della Moschea di Hamza Bey, il più antico monumento islamico conservato a Salonicco, sono terminati il 31 agosto 2026. L’edificio storico, conosciuto dagli abitanti anche con il nome di “Alkazar”, dovrebbe aprire al pubblico entro i primi dieci giorni di ottobre.
Il Ministero greco della Cultura ha annunciato che l’edificio sarà visitabile come monumento e spazio culturale, destinato a ospitare mostre dedicate alla storia di Salonicco. Non è stato annunciato il ripristino della sua funzione religiosa né la sua apertura per la preghiera.
La prima esposizione presenterà rare fotografie di Salonicco risalenti all’inizio del XX secolo, realizzate dal fotografo e viaggiatore svizzero Frédéric Boissonnas. La mostra è organizzata dal MOMus, l’Organizzazione metropolitana dei musei di arti visive di Salonicco, in collaborazione con l’Eforato delle Antichità della città.
La ministra greca della Cultura, Lina Mendoni, che ha visitato l’edificio dopo la conclusione dei lavori, ha dichiarato che il monumento viene restituito alla città dopo essere rimasto coperto dalle impalcature per oltre tre decenni. Secondo la ministra, una delle principali difficoltà del progetto riguardava le condizioni strutturali dell’edificio.
Nel corso dei secoli, la moschea aveva subito numerosi danni e trasformazioni. Le sue condizioni erano state aggravate anche dal terremoto che colpì Salonicco nel 1978. Il progetto ha compreso il consolidamento strutturale, gli interventi nella sala di preghiera, nel portico e nel cortile, nonché la conservazione delle decorazioni e delle pitture murali.
Durante i lavori sono state rinvenute tracce dell’antico minareto sul lato meridionale dell’edificio, lungo via Egnatia, insieme ad altri reperti archeologici. Queste scoperte hanno reso necessario modificare alcune parti del progetto originario.
L’intervento è stato finanziato dal Fondo per la ripresa e la resilienza. Secondo i dati ufficiali, il bilancio complessivo ammontava a circa 9,9 milioni di euro.
La più antica moschea conservata di Salonicco
La Moschea di Hamza Bey si trova all’incrocio tra le vie Egnatia e Venizelou, vicino alla stazione della metropolitana “Venizelou” e di fronte allo storico mercato coperto del Bezesteni.
Secondo l’iscrizione di fondazione, l’edificio fu costruito tra il 1467 e il 1468, inizialmente come masjid, con una sala di preghiera coperta da una cupola e un portico sul lato nord-occidentale. Fu fatto edificare da Hafsa Hatun in memoria di Hamza Bey.
Verso la metà del XVI secolo, l’edificio fu ampliato e trasformato in una moschea vera e propria, con l’aggiunta del minareto e del portico perimetrale. Alla fine dello stesso secolo venne realizzato anche un cortile circondato da gallerie sui quattro lati.
Secondo l’Eforato delle Antichità di Salonicco, questo cortile rappresenta un raro esempio di architettura ottomana. È considerato l’unico del suo genere in una moschea dei Balcani, al di fuori di alcuni complessi imperiali di Istanbul ed Edirne.
Da luogo di culto a cinema
Dopo il 1923, la Moschea di Hamza Bey perse la propria funzione religiosa. Nel 1928 passò in mani private e fu successivamente utilizzata come centro commerciale e cinema.
Il nome “Alkazar”, con il quale molti abitanti di Salonicco continuano a identificarla, deriva dal cinema che funzionò per diversi decenni al suo interno. L’adattamento dell’edificio ad attività commerciali e ricreative comportò numerosi interventi che ne modificarono sensibilmente la struttura e l’aspetto.
Nel 2006 il monumento passò sotto la proprietà del Ministero greco della Cultura. Un anno dopo iniziarono le attività di documentazione, consolidamento e protezione, che hanno condotto al restauro completo terminato nell’agosto di quest’anno.
L’apertura prevista per ottobre renderà nuovamente visitabile il monumento dopo decenni di chiusura. Tuttavia, la Moschea di Hamza Bey non tornerà alla funzione per la quale fu costruita, ma sarà utilizzata come spazio per mostre e attività culturali.
Fonti: Ministero greco della Cultura – progetto di restauro; Eforato delle Antichità di Salonicco; ERT News.
